Mia Martini, che tristezza! – Minuetto x Mia

​Notti Notturne

MERCOLEDÌ 16 MAGGIO 2012

Mia Martini, che tristezza!

Minuetto x Mia

di Matteo Tassinari
Sul finire del  1983, Mia Martini, decide di ritirarsi dalle scene, a causa delle dicerie sorte circa dieci anni prima e divenute insistenti proprio nei primi anni ’80, che legavano la sua fama ad eventi negativi. La stessa Mia Martini, anni dopo, dichiarò in merito a quel periodo che le marchiò l’anima per tutto il resto della sua tormentata esistenza. 

“La mia vita era diventata impossibile. Qualsiasi cosa facessi era destinata a non avere alcun riscontro e tutte le porte mi si chiudevano in faccia. C’era gente che aveva paura di me, che per esempio rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch’io. Mi ricordo che un manager mi scongiurò di non partecipare a un festival, perché con me nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. Eravamo ormai arrivati all’assurdo, per cui decisi di ritirarmi”. (Mia)

Troppo cara la felicità per la mia ingenuità

Mia sceglie la campagna umbra per sopperire alle notevoli difficoltà economiche e riprendersi dopo episodi singolari per non dire assurdi che suo malgrado l’hanno vista soggetto attivo. Tutte paranoie da menti malate che non vale la pena neppure ricordare, pur sapendone la ferocia di quelle parole intrise di male banale. Impresari, discografici, colleghi, molti di loro sogghignavano con alterigia partecipando a quel gioco circolare di calunnie dettagliate, realizzate a regola d’arte, come si usa dire. Certuni si dimostrano persino impauriti solo a incrociare lo sguardo bello di Mia Martini, fra questi Patty Pravo e Fred Bongusto, una povera donna marchiata a vita come dispensatrice di sciagure e calamità. Per un artista equivale alla morte civile, come anche per qualsiasi persona. Diceva di se stessa. “Meglio essere sospettati di essere malati di Aids, fai le analisi e dimostri che non è vero. Ma se dicono che porto sfortuna che faccio? Una tac?”, ironizza amaramente la cantante.
Patty e Fred scappavano appena vedevano Mia

Continua ad esibirsi in località di provincia, accompagnata da gruppi non sempre all’altezza della sua professionalità, ad onor del vero e questo non le gioca a suo favore. La chiamano “la solitudine degli artisti”. Il poeta e scrittore Samuel Johnson scrisse in proposito che: “Molto spesso la stupidità di una persona, è la stupidità di molti altre persone”. A metà anni ‘80, la casa discografica DDD, prova un ulteriore ed ultimo tentativo per rilanciare la carriera di Mia Martini partecipa al Festival di Sanremo con “Spaccami il cuore”, un pezzo scritto da Paolo Conte, che però viene scartato, pensate voi, addirittura alle selezioni, come ennesimo episodio di ostracismo verso Mia. Il brano viene comunque stampato su 45 giri, ma in poche migliaia di copie. Sul retro, un’altra composizione della stessa Mimì intitolata Lucy, in cui emerge il contrasto tra il Sole e la Luna intesi nel significato simbolico che assumono all’interno dei Tarocchi, vecchia passione dell’artista calabra e anche per questo giudicata strana. Nel 1978 partecipò al programma Stryx di Enzo Trapani, presentando il brano “Bene con look” da strega e sullo sfondo di un rogo in fiamme, per rispondere alle maldicenze sul suo conto. Un vero stato continuo di accuse pazze come solo nell’ambiente dello spettacolo possono avvenire. Quando la stupidità umana travalica il possibile, accadono cose davvero inquietanti, per quanto orribili.

Fossati geloso

I rapporti con il suo grande amore Ivano Fossati, si complicano rovinosamente. In seguito a questo sfuma una sospirata collaborazione con Pino Daniele che prevedeva la realizzazione di un intero album. La stessa Mia ricorderà così quell’episodio: “Era iniziato su basi sanguinolente e catastrofiche il rapporto con Ivano. E avevo il mio bel da fare con questo campo minato. Avevo un contratto con un’altra casa discografica e ho dovuto romperlo a causa sua. Perché era geloso, dei dirigenti, dei musicisti, di tutti. Ma soprattutto era geloso di me come cantante. Diceva che mi voleva come donna, ma non era vero perché infatti non ha voluto nemmeno un figlio da me e la prova d’amore era abbandonare del tutto anche la sola idea di cantare e distruggere Mia Martini. Io ero combattuta, non riuscivo a farlo. Il fatto che ci fossero tutti quei debiti da pagare era il mio alibi per non smettere. Ma quando si è opposto violentemente alla collaborazione con Pino Daniele, alla quale tenevo moltissimo, per un album che dovevo fare, questa lotta tra me donna e Mia Martini è diventata una cosa feroce. E infatti quando sono andata in sala registrazione per incidere il disco, senza Pino Daniele, mi è andata via la voce. Mi sono ritrovata con le corde vocali imprigionate in una spessa membrana formata da noduli”. Pare che sia una cosa rarissima. Ci sono voluti due interventi chirurgici successivamente. Mia rimase muta per un anno. E non si sapeva se avrebbe potuto tornare a cantare. Ha ricominciato, ma con grande fatica. Fu enorme lo sforzo per rimettere tutto in carreggiata, e lei era sempre sola. Anche il suo manager trovò l’astuzia per fargli fuori 50 milioni per una causa che gli aveva fatto e che però si è poi saputa, dopo morta, ch’era innocente.  Piccolo uomo

Il canto alla Luna

Passa alla RTIMusic, con cui termina di incidere il nuovo album: “La musica che mi gira intorno”. La Martini rilegge con grande forza interpretativa quelle canzoni che molti dei suoi autori preferiti avrebbero scritto in un momento di grande amore, o di grande fragilità, a prescindere dal loro impegno politico sociale: De André (Hotel Supramonte), De Gregori (Mimì sarà), Zucchero (Diamante), Vasco (Dillo alla luna), Dalla (Stella di mare) i “Bennato” (“Tutto sbagliato baby”), e naturalmente Fossati con ben tre pezzi (“La canzone popolare”, “I treni a vapore”, e “La musica che gira intorno”, su cui gioca il titolo dell’album). A confezionare il tutto un inedito di uno dei suoi artisti più apprezzati, “Viva l’amore” di Mimmo Cavallo che è anche il brano trainante del disco e destinato a diventare il suo ultimo successo in vita. Sempre con Mimmo Cavallo farà la sua ultima tournèe in giro per le piazze d’Italia e rimase fino alla fine un grande amico di Mimì.

Mia, non finisce mica il cielo!

“La musica che mi gira intorno” era solo il primo di una serie di progetti improntati alla rilettura di vari autori e generi musicali, che l’artista non ha avuto il tempo di realizzare: dai classici napoletani (un disco che si sarebbe dovuto chiamare Napoli Mia) a quelli più moderni di Pino Daniele (autore da lei amatissimo, che aveva volutamente tralasciato nell’ultimo album per dedicargli un capitolo discografico a sé), fino al tributo a Tom Waits. Organizza al Ciak di Milano due concerti-evento con musicisti di prim’ordine. Mia Martini ripercorre le tappe più importanti della sua crescita musicale attraverso le reinterpretazioni di autori a lei cari: Lennon, Kate Bush, Randy Newman, Vinicius de Moraes, Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Luigi Tenco. Ai cori di un brano piuttosto emblematico come Big yellow taxi di Joni Mitchell partecipano anche Loredana Berté, Ivano Fossati, Cristiano De André, e l’amica di sempre Aida Cooper, cantante di grande talento. Nel marzo del 1995, due mesi prima della sua morte, Mia Martini annuncia al suo fan club “Chez Mimì”, di voler realizzare un album dedicato completamente alla luna, “Canto alla luna” (brano del 1978 scritto per lei da Fossati e pubblicato nell’album “Danza”.

Mina e Mia

“Almeno tu nell’universo” è la canzone che la consacra in assoluto una delle più belle e forse la più riuscita della sua complessa ma irripetibile carriera: “Erano sette anni che non potevo più fare il mio lavoro, per cui ho avuto dei momenti di grande depressione. E in quel momento ho sentito fisicamente questo abbraccio totale di tutto il pubblico, l’ho sentito proprio sulla pelle. Ed è stato un attimo indimenticabile”. Con la sua voce dal timbro ben riconoscibile, per potenza e impatto emotivo, cantò quella canzone come si chiede perdono col cuore. Per il 1996 era prevista anche una collaborazione con Mina, che Mia Martini ha definito “la più grande cantante italiana”. Anche Mina era legata a Mia. Il loro rapporto d’amicizia e stima. Sarà proprio Mina, a pochi mesi dalla scomparsa della collega, la prima cantante a dedicarle un omaggio discografico nell’album “Pappa di latte” e che su Youtube hanno bannati tutti i link, dove è inserita una sua personale versione di “Almeno tu nell’universo”. Ma qualche link gli è sfuggito. Censura quasi totale e adesso ancora meno.

 Diamante di Zucchero dedicata a Mia

Caso archiviato

Da mesi la cantante soffriva per un tumore, per questo motivo doveva assumere farmaci. Il 14 maggio 1995, dopo giorni di silenzio, il suo corpo senza vita viene ritrovato nell’appartamento in Via Liguria 2 a Varese dove si era trasferita da un mese per essere più vicina al padre con il quale si era riconciliata e che non vedeva da 40 anni. La Procura di Busto Arsizio aprì un’inchiesta e dispose l’autopsia. Secondo il referto del medico legale, la morte dell’artista è avvenuta per un arresto cardiaco, causato da un’overdose di stupefacenti. Il 17 maggio il corpo fu cremato e successivamente il caso fu archiviato.

Maledetta sfortuna”

Probabilmente la “sfortuna” potrebbe anche essere considerata un atteggiamento dei soggetti. Ovvero uno status mentale e/o comportamenti quali, valutazioni superficiali, scarsa attenzione per l’ambiente circostante, errata percezione di fenomeni o un modus operandi inadeguato per una certa circostanza, tale da aumentare di molto la probabilità che un evento negativo si verifichi. Ad esempio, “passare sotto una scala” non porta sfortuna di per se, ma rispetto al passare lontano da essa, aumenta la possibilità che cada in testa allo “sfortunato” passante, qualche oggetto, specialmente se è distratto. Ai suoi funerali, il 15 maggio a Busto Arsizio, presero parte centinaia di suoi fan, addirittura quattromila persone, tra cui un buon numero di persone dello spettacolo e colleghi del panorama musicale, molti tra questi in vita ne hanno dette di tutti i colori della calabrotta doc. La sua bara era coperta da una bandiera del Napoli, la squadra per cui faceva il tifo. La salma venne cremata, secondo il desiderio dell’artista. Per volontà del padre, invece, le sue ceneri si trovano nel cimitero di Cavaria con Premezzo. Riposa nella tomba coi nonni. E ora riposa anche la tristezza, cara Mia.

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Pubblicato da Matteo Tassinari a mercoledì, maggio 16, 2012  


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